martedì 22 novembre 2011

In un giorno d'autunno, in cui il vento di chamal sferza anche le foglie degli alberi con grande violenza, sei costretta ad uscire di casa per andare in ospedale. Ospedale o presidio medico? Le pareti del corridoio sono sporchissime perchè si vedano pedate a varie altezze. Pensi che siano pareti su cui hanno camminato a testa in giù alcuni dei tuoi più scalmanati alunni! L'aria condizionata da molto fastidio, gli infermieri fanno finta di non capire. Poi rispieghi all'infermiera Ermelinda che dopo un mese dagli accertamenti hai dovuto rifare le analisi e che hai bisogno di vedere il primario perchè ti dia la cura. Dopo una buona mezz'ora di attesa ed un micidiale crampo al piede sinistro finalmente arriva LUI. Freddo e distaccato da uno sguardo alle curve saliescendi in grassetto dei vari tracciati, ti tasta il polso, sente il cuore, si risiede alla scrivania e fa la prescrizione di una medicina. Signora, ci rivediamo tra quindici giorni.

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