venerdì 28 ottobre 2011

L'INFINTO DI LEOPARDI

«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»
(Giacomo Leopardi)
Queste è una delle mie liriche preferite. A parte impararla a memoria per gli esami di terza media mi venne negli anni della mia adolescenza il desiderio di andare a Recanati e sedermi presso quella siepe per provare le stesse emozioni e sensazioni del grande poeta per trattenere dolci ricordi. Alla fine delle lezioni dell’anno accademico 1975-76 organizzammo con un gruppo di amici di fare una gita a Recanati. Tutti poi si tirarono indietro e poiché un ragazzo di Benevento che studiava medicina ed era zoppo ci teneva tanto ci andai con lui. Armati di canti leopardiani e colazione a sacco prendemmo il rapido e seduti sulle belle poltrone di velluto di prima classe leggemmo a turno i canti. All’arrivo in paese, le note di Beniamino Gigli disturbarono i nostri pensieri. Maurilio si fermò in un bar tabacchi a scrivere cartoline ai suoi amici e per ognuno cercava i versi appropriati. Ebbi così l’occasione di andarmene per conto mio in giro per il paese dove in lastre di marmo a caratteri dorati si trovavano scritte che richiamavano al poeta , ai suoi versi e alle cose a lui care. Camminando di qua e di là giunsi finalmente all’ermo colle!!! Seduta ad ammirare il paesaggio potetti comprendere che Leopardi con la poesia da me così amata guardava la natura e le vicende umane immergendosi nella libertà immaginativa.
Il primo degli idilli pubblicati dal poeta sul "Nuovo Ricognitore" di Milano fu scritto nel 1819. Ci troviamo davanti a 15 endecasillabi sciolti perché spazio e tempo si perdono in una sterminata vastità che è ben rappresentata dall’uso della preposizione e. Giacomo Leopardi esplora gli affetti e l’avventura conoscitiva. Parte da elementi di spazio reali e concreti, il colle, la siepe e il vento e a poco a poco si allontana per raggiungere uno spazio astratto e immaginario, l’infinito inteso come pienezza del piacere, della sensazione e del pensiero.
L’animo del poeta alla ricerca della verità da cui vuole fuggire vive un’esperienza mentale fantastica andando a fare un meraviglioso viaggio interiore.

giovedì 27 ottobre 2011

Appunti e spunti per un tema sulla guerra

La guerra mi ha sempre toccato moltissimo perché pur essendo molto lontana dalla mia vita ne ho sempre sentito parlare. In famiglia raccontano che negli anni settanta tutti i tg non facevano che riportare notizie dal Vietnam e che c’era sempre la faccia del Presidente Johnson . Poi c’è stata la guerra per le isole Falklands…. Poi le guerre nei Balcani e in Iraq e in Afghanistan. Questo perché, attraverso i telegiornali so che posti come l’Afghanistan, l’Iraq e le nazioni che hanno vissuto e vivono ancora la primavera araba la guerra è una brutta realtà per tanti ragazzi della mia età che non possono avere le stesse cose che abbiamo noi! Spesso sono persone con casa distrutta da bombe, senza comodità, acqua potabile, scuole da frequentare, cinema, campi di calcio, ristoranti, giochi…e a volte senza una gamba o senza un braccio. La guerra è un brutto affare che dai tempi di Caino e Abele ha segnato il cammino dell’umanità. Negli ultimi tempi i bollettini di guerra hanno fatto vedere immagini che mettono paura e che fanno venire il voltastomaco. Molte dittature sono crollate e tiranni hanno fatto la fine dei sorci, Gaddafi , una volta preso è stato massacrato nonostante avesse implorato pietà ai suoi aguzzini. Quando leggevo le poesie di Ungaretti, il poeta trasmetteva anche l’odore del fango della trincea e mi sembrava di vederlo mentre alla meno peggio cercava di lavarsi nelle acque del fiume Isonzo. Mi sembrava anche di leggergli in faccia il dolore che provava nel vedersi accanto i cadaveri di tanti soldati e di sentire il suo cuore cosi straziato.
Studiando la seconda guerra mondiale, in cui sono state usate armi sempre più potenti ho compreso con l’olocausto fino a che punto possa arrivare la brutalità degli uomini. Mi sono reso conto come deve essere stato tremendo per un ebreo sentire suonare il campanello di notte per essere trascinato via da casa dalla SS che si trovava di fronte. Sentirsi le pulci e le zecche addosso nel carro bestiame che con migliaia di ebrei lo portava ad Auschwitz. Quello che non moriva soffocato sul treno, veniva messo in fila perché sul braccio gli si scriveva col ferro infuocato un numero causandogli un dolore indicibile. Si, il campo era terribile, tutti piangevano e quando toglievano l’oro anche le scarpe da un momento all’altro si era stanchi,sporchi e affamati. Queste cose conoscevo attraverso le pagine di un libro di storia che unite alle immagini di una trasmissione sull’ olocausto, mi facevano capire che milioni di persone sono state inghiottite dalla morte di una brutta guerra. In particolare mi ha colpito come l’arte si è interessata ai conflitti che hanno distrutto milioni di vittime innocenti.
Due quadri mi hanno scioccato. Uno è un olio su tela molto grande dipinto nel 1937 e che si trova al museo Del Prado di Madrid. Guernica non solo è il quadro più famoso di Pablo Picasso ma è anche considerato uno dei grandi quadri del ventesimo secolo. IL tema del quadro è il bombardamento dell’ omonima città spagnola da parte delle forze tedesche. Infatti per la prima volta nella storia un intera città venne completamente rasa al suolo da un bombardamento a tappeto che colpi la popolazione civile. Picasso rappresenta con il quadro il dolore delle persone colpite dal bombardamento. La scena che vediamo è impressionante e la tela è gigantesca perchè immenso è il dolore. L’artista usò bianco grigio e nero, forme a pezzi e linee contorte. Diversi i personaggi del quadro ma colpiscono la madre col bambino che sono all’estrema sinistra. Ci sono anche degli animali perché Picasso fa comprendere che le bombe colpiscono gli esseri viventi. Le figure non si distinguono bene ma nel groviglio spiccano occhi terrorizzati e bocche che urlano di dolore. L’ altro quadro che mi è rimasto impresso è Axle di un artista americano rappresentante della Pop Art. Robert Rauschenberg usa il rosso come colore dominante. In questo quadro il riferimento bellico è il paracadutista con la guerra del Vietnam, guerra che gli americani non sono riusciti a vincere.
Se Ungaretti è stato in trincea, se Guernica è stata rasa al suolo, se la Shoah ha caratterizzato la seconda guerra mondiale, se quella del Vietnam è stata una guerra dominata da armi chimiche, la primavera araba è stata caratterizzata dai social network e dalle immagini che dai telefonini hanno fatto vedere le fine del colonnello Gaddafi. Qualunque siano i motivi qualunque siano i mezzi, la guerra è un brutto affare che lascia segni indelebili tra vincitori e vinti.

mercoledì 26 ottobre 2011

San Francisco

Frisco, nomignolo che i suoi abitanti odiano non è altro che la meravigliosa città di San Francisco. Diversi i suoi simboli : il Golden Gate Bridge, uno dei ponti più eleganti del mondo, che si affaccia sulla meravigliosa baia nel Pacifico. Lombard street , Ghirardelli Square e la prigione di Alcatraz che il governatore Schwarznegger voleva vendere per evitare la bancarotta della California. Nel 1906 la città è stata sconvolta da un grande terremoto. Le scosse iniziate alle 5 e 12 del 18 aprile, furono di magnitudo 7 della scala Richter e iniziarono a largo della faglia di Sant’ Andreas. Tuttavia furono percepite dalle coste californiane fino alla città di Las Vegas nel Nevada. 3000 furono i morti perché a seguito del violento terremoto scoppiò un incendio altrettanto distruttivo che causò più morti del sisma stesso. L’ intensità e la portata distruttiva del sisma ebbe l’ epicentro a Daly City.San Srancisco è una città tra le più belle al mondo costruita su sette colline. E’ una città eccentrica dove è possibile scoprire il modo di vivere degli americani con le loro contraddizioni e meraviglie e i cui sogni si infrangono nel quotidiano. San francisco non solo è una città geograficamente privilegiata perché costruita su cinque colli principali e circondata su tre lati dal mare. Splendida è la sua architettura, dove è possibile ammirare case vittoriane ma anche moderni grattacieli. È una città raffinata dove la beat generation ha fatto storia. È la città del poeta Ferlinghetti, la città del leggendario Jo Di Maggio. Qui, sulle macerie del terremoto un giovane italo americano partendo da un banchetto sulla strada fece nascere la Bank of America. Oggi, in questa città cosmopolita, vive a China Town, la più grande comunità cinese di tutti gli Stati Uniti. Qui, il regista Alfred Hitchock ha ambientato “basic instinct “ e da allora è stata celebrata in tantissimi film. Dalla vicina Silicon Valley è partita la rivoluzione informatica mentre nel 1968 all’ Università di Berkeley, nacquero i figli dei fiori e la contestazione giovanile .

lunedì 3 ottobre 2011

Columbus day

Ogni anno in America si festeggia Columbus day. A mio avviso è la festa che dovremmo ricordare con qualche cartellone. A me piace ricordare la storiella dell'uovo di Colombo, che ho curato per voi ragazzi per farvi usare i verbi al simple past. Buona lettura!!!

Columbus and the egg
One day a Spanish gentleman gave a dinner in honor of the great admiral's success. Many guests were jealous of Columbus and tried to make Columbus uncomfortable.
"You have discovered strange lands beyond the seas," they said, "but what of that? We do not see why there should be so much said about it. Anybody can sail across the ocean - and anybody can coast along the islands on the other side, just as you have done. It is the simplest thing in the world."
Columbus didn’t answer but after a while he took an egg from a dish and said: "dear gentlemen, can you make this egg stand on end?" One by one those proud gentlemen at the table tried the experiment. Since no one succeeded, all said that it could not be done.
The great Italian admiral took the egg and struck its small end gently upon the table. He broke the shell a little and the egg stood upright.
Columbus therefore said “Anybody can do anything after he has been shown how!'